Opere d'arte

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Crocifisso di Guido Veroi in Santa Maria Stella Matutina (2015)

La Parrocchia di Stella Matutina artisticamente è valorizzata dalle importanti opere pittoriche di un suo fedele parrocchiano, Guido Veroi (1926 -2013).

 Crocifisso di Guido Veroi

Nell’aula ecclesiale, le opere focalizzano la spiritualità della comunità: Maria, Stella del mattino nella parte destra e il Sacro Cuore di Cristo nella parte sinistra. In sacrestia si ammira una Risurrezione, grande affresco sulla parete, dono all’amato parroco, don Gabriele Perlini,ed alla comunità (1972).

Sono suoi i cartoni per le vetrate della Natività e dei Profeti. Ultimamente, nella parete di fondo della Chiesa si è aggiunto un grande tondo raffigurante il Cristo Crocifisso, ma con il Volto del Cristo in vita e giudice universale che guarda l’umanità intera, da quella cattedra di amore che è la Croce intarsiata. Cristo ha trionfato sulla morte ed è vivo.

La forma iconografica è quella bizantina e medievale romanica, conosciuta come il “Christus triumphans” con la testa eretta e gli occhi aperti. Si aggiungono le stilizzate figure di Maria con le sette spade nel cuore e l’apostolo Giovanni ai lati delle mani, mentre la penitente Maria Maddalena è ai piedi del Signore. L’arte del duecento ne è piena, a partire da Cimabue, dal Crocifisso di san Damiano, dalla Croce di Sarzana alla Croce di Rosano, da Berlinghero Berlingheri al Maestro Alberto. Veroi, in un personale appunto, scrive di rifarsi al Cimabue dell’ultimo Cristo.

La caratteristica moderna di quest’unica opera è marcata dal materiale utilizzato da Veroi, il perspex, fermato da lastre di metallo dorato. Veroi amava sperimentare materie nuove quando voleva esprimere un nuovo concetto e dare emozioni migliori. In questo suo Crocifisso trionfante ha simultaneamente contemplato il mistero pasquale di Cristo e la speranza dell’umanità intera; la circolarità dell’intero tondo esalta la contemplazione e l’apertura del cuore all’evento di redenzione.

L’opera fu commissionata dal Parroco di allora di S. Maria delle Grazie al Trionfale, Mons. Paolo Gillet, in seguito consacrato Vescovo, amico personale d’infanzia dell’artista e fu posta sopra l’altare del nuovo presbiterio, issato in alto e sospeso il 4 dicembre 1984, a campeggiare su tutto l’ampio sfondo absidale.

A pochi giorni di distanza, il 16 dicembre 1984, il Papa Giovanni Paolo II visitò la Parrocchia e, celebrando sotto quel Crocifisso, inaugurò l’opera e salutò il Maestro Veroi e la sua famiglia. Per un incarico precedente, l’attuale Parroco di Stella Matutina aveva seguito tutta questa vicenda di adeguamento liturgico. Successivamente, a motivo di altre ristrutturazione di quella Chiesa delle Grazie, il Crocifisso fu tolto e conservato. La richiesta del Parroco di Stella Matutina di utilizzare il Crocifisso di Veroi nella Chiesa della sua comunità fu esaudita dal Parroco di S. Maria delle Grazie.

In tal modo l’opera veniva ad aggiungersi alle altre opere di Veroi già presenti e si formava un trittico artistico che ha aggiunto una nota spirituale altamente simbolica all’aula dell’assemblea cristiana. Non ha fatto difficoltà neppure la collocazione, anzi ha trovato l’esatta sua posizione di richiamo simbolico. L’opera è sul fondale della Chiesa là dove, conformemente al suo stile romanico, la simbolica ecclesiale pone la visione del Giudizio universale, del giudizio del Cristo che riunisce davanti a sé ed alla sua croce gli uomini alla sua destra ed alla sua sinistra. Un esempio per tutti è la Cappella degli Scrovegni a Padova.

Un punto strategico di catechesi. I fedeli che entrano in Chiesa per le Celebrazioni passano per la porta del giudizio e sono quindi fatti degni di celebrare; entrano nel nuovo mondo celeste della liturgia che unisce tutti in Cristo. I fedeli che escono dalla Chiesa portano con sé la visione del giudizio ultimo per essere fedeli al loro mandato evangelizzatore e caritativo nel mondo. Così l’opera di Veroi ha riempito più chiaramente di senso cristiano lo spazio ecclesiale di Stella Matutina.

Guido Veroi è stato un parrocchiano fedele e sensibile verso la sua comunità ed ha posto le sue specifiche e speciali qualità al suo servizio.

Veroi è uno dei grandi artisti del nostro Novecento ed ha saputo con intelligenza esprimersi in tutte le sue opere con una fede a tutto campo, dal moderno alla classicità più pura. Osservando un poco più in profondità, dobbiamo dire che il Crocifisso di Veroi è un atto di fede personale al mistero della sofferenza e morte di Cristo; difatti, nel luogo nascosto del piede destro, dentro il tondo nero pitturato, si legge, a scritta rossa: “ Dentro le vostre piaghe nascondetemi”; e dentro questa scrittura in tondo è raffigurato il profilo del suo volto.

E’ commovente questa professione di fede che l’opera nasconde e a cui si deve guardare con attenzione! Veroi ha lavorato su diversi campi dell’arte, specializzandosi sulla medaglistica che lo fa essere unico in questa materia. E’ formidabile la sua Collezione in Vaticano. Ha lavorato come scultore, come pittore, come mosaicista, su ceramica e su vetro. Alla bellezza delle opere si unisce la tecnica non comune.

Fra altre opere, sue sono la Porta paolina in bronzo (in San Paolo fuori le Mura), le Porte della Chiesa dello Spirito Santo in Pescara, assieme a tutta l’opera musiva all’interno della stessa; suo il restauro del Marc’Aurelio del Campidoglio. Egli ha dichiarato che le sue emozioni, trasfuse nelle opere, si trasformano in valori di carattere universali. Rimane con la nostra comunità la moglie Paola, definita dal Maestro “una grande collaboratrice ed un grande conforto” per la sua arte.

Tutti siamo lieti per questa opera che arricchisce notevolmente il patrimonio non solo artistico, ma simbolico e spirituale di Stella Matutina e ne fa una stella di arte ispiratrice di speranza credente. Si ringrazia la Parrocchia S. Maria delle Grazie in Roma, che ha donato l’opera.

Si ringrazia la Ditta S.I.R.E srl perché, nella fiducia di tanti anni di lavori in Parrocchia, ha contribuito, come sponsor, alla non facile e delicata collocazione dell’opera d’arte in chiesa, con l’impegno di diversi giorni di lavoro e diversi operai disponibili e precisi. Allorchè nel luogo della sua fede un credente vede nascere segni e figure di vera bellezza attorno a sé, è sollecitato sensibilmente ad accrescere la sua capacità di visione contemplativa ed a vivere pertanto ancor più profondamente e con verità la bontà della sua esperienza di carità divina nella comunità che lo accoglie.  

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